Figli Santi
Santa Maria Goretti, la figlia che teneva la casa
Non possum, Deus non vult
Undici anni, analfabeta, figlia di una vedova nelle paludi pontine: uccisa per aver resistito, morì perdonando l'assassino — che si convertì e assistette alla sua canonizzazione accanto a sua madre.
Fonte: Atti del processo di canonizzazione; testimonianza di Assunta Goretti e di Alessandro Serenelli
Non lo devi fare, è peccato! Andresti all'inferno.
La vulgata la riduce a un solo istante: undici anni, un pugnale, la resistenza. È vero, e non è la cosa più importante. Ciò che va guardato è da dove venne la fermezza di quell’istante: una casa poverissima, senza libri e senza scuola, dove una vedova aveva insegnato la fede alle sue figlie mentre lavorava la terra.
Una casa senza nulla
Maria Teresa Goretti nacque a Corinaldo, nelle Marche, il 16 ottobre 1890, seconda di sette figli. La famiglia, ridotta alla fame, emigrò nell’Agro Pontino, a Le Ferriere di Conca: terra malarica, lavoro a mezzadria, una casa condivisa con un’altra famiglia di braccianti, i Serenelli.
Nel 1900 il padre, Luigi, morì di malaria. La madre, Assunta Carlini, rimase sola con sei figli e con il debito del raccolto. Andò nei campi al posto del marito. E affidò la casa a Maria, che aveva nove anni.
Da quel momento Maria fece ciò che fa una madre: cucinava, rammendava, portava l’acqua, custodiva i fratelli minori. Non andò mai a scuola e non imparò a leggere. Tutto ciò che sapeva della fede lo aveva sentito da sua madre, dalle donne del casale e dal parroco che passava di rado.
Fece la Prima Comunione nel maggio del 1902, poche settimane prima di morire. Ci si era preparata imparando il catechismo a memoria, perché non poteva leggerlo.
Il 5 luglio 1902
Alessandro Serenelli aveva vent’anni e viveva nella stessa casa. Da mesi molestava Maria, che aveva taciuto per timore di aggravare la posizione della madre — e che aveva però sempre rifiutato.
Quel pomeriggio la trovò sola sulle scale, intenta a rammendare, con la sorellina addormentata accanto. La trascinò dentro. Lei resistette gridando: «No! È peccato! Dio non vuole! Andresti all’inferno!» — e si oppose fino all’ultimo. Alessandro la colpì quattordici volte con un punteruolo.
Morì il giorno dopo, 6 luglio, all’ospedale di Nettuno, dopo venti ore di agonia senza anestesia. Prima di ricevere il Viatico disse che perdonava Alessandro e che desiderava averlo con sé in Paradiso.
Ciò che accadde dopo, e che è la vera prova
Alessandro fu condannato a trent’anni. Per sei anni restò impenitente. Poi, in cella, sognò Maria che gli porgeva gigli bianchi: da quella notte cambiò. Scrisse una confessione pubblica, scontò ventisette anni, e uscito di prigione andò a Corinaldo, la vigilia di Natale, a chiedere perdono ad Assunta.
La madre gli rispose che, se la figlia lo aveva perdonato, non poteva farlo lei. Andarono insieme alla Messa di mezzanotte e si comunicarono l’uno accanto all’altra. Alessandro finì i suoi giorni come oblato in un convento cappuccino; morì nel 1970.
Il 24 giugno 1950 Pio XII canonizzò Maria Goretti in piazza San Pietro davanti a una folla che non entrava nella basilica. In prima fila c’era Assunta Goretti: la prima madre nella storia ad assistere alla canonizzazione di una propria figlia. Alessandro Serenelli era presente.
Perché sta nella rubrica dei figli — e non solo per la purezza
Ridurre Maria Goretti alla castità è dimezzarla. Le tre cose che questa rubrica guarda ci sono tutte:
- Esercitò l’ufficio filiale fino in fondo. A nove anni teneva la casa e i fratelli mentre la madre lavorava. La sua obbedienza non fu un sentimento: fu una mansione quotidiana.
- Fu formata solo in casa. Nessuna scuola, nessun libro, nessun movimento. Una madre vedova e analfabeta le trasmise abbastanza dottrina perché sapesse, a undici anni, che cosa fosse il peccato mortale e che cosa costasse.
- Perdonò come le era stato insegnato a pregare. «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo» non era per lei una formula: fu l’ultimo atto della sua vita, e produsse la conversione dell’assassino.
Il punto per un padre e per una madre è questo: la catechesi domestica di una donna che non sapeva leggere resse una prova che quasi nessun adulto istruito regge. Non è la quantità di formazione che conta, è che sia stata data — e che sia stata data in casa.
Che cosa imita un genitore oggi
- Insegnare che alcune cose non si fanno, e perché: con parole che un bambino di dieci anni possa ripetere.
- Affidare responsabilità vere ai figli, presto: chi non ha mai portato un peso non regge il peso quando arriva.
- Insegnare il perdono come atto, non come sentimento — e mostrarlo praticandolo.
- Non aspettare la scuola. Assunta Goretti non ne aveva una, e bastò.
Sancta Maria Goretti, ora pro nobis.
Sancti Dei, orate pro nobis. — Santi di Dio, pregate per noi.