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Catholica Domus

Padri Santi

San Giuseppe, capo della Sacra Famiglia

Ite ad Ioseph

Sposo della Vergine, custode del Redentore e patrono della Chiesa universale: l'uomo a cui Dio affidò l'autorità su una casa in cui viveva il Verbo incarnato, e che non pronuncia una sola parola nel Vangelo.

4 min di lettura A cura di Redazione Catholica Domus

Fonte: Pio IX, decreto «Quemadmodum Deus» (1870); Leone XIII, enciclica «Quamquam pluries» (1889)

L'autorità che i padri hanno sui figli, e quella dei padroni sui servi, in Giuseppe si trovano congiunte e sublimate: egli fu capo e custode di una casa in cui abitava Dio.

Cfr. Leone XIII, Quamquam pluries

Il Vangelo non riporta di lui una sola parola. Riporta soltanto ciò che fece: prese con sé la sua sposa, si alzò di notte, fuggì in Egitto, tornò, si stabilì a Nazareth, lavorò. Un padre di famiglia è giudicato sugli atti, non sui discorsi: la prima lezione di san Giuseppe è già tutta qui.

«Iustus erat» — l’uomo giusto

San Matteo lo definisce con un solo aggettivo: iustus, giusto (Mt 1, 19). Nel linguaggio biblico la giustizia non è un temperamento mite: è la conformità piena alla legge di Dio. Giuseppe è giusto prima ancora di conoscere il mistero, quando è persuaso di dover ripudiare Maria in segreto — e lo è di più dopo, quando l’angelo gli dice: «Ioseph, fili David, noli timere accipere Mariam coniugem tuam», e lui obbedisce senza chiedere garanzie.

Non discute, non differisce, non tratta. L’obbedienza immediata è la forma della sua fede.

Capo di una casa in cui abitava Dio

Qui sta il punto che la predicazione moderna ha smarrito e che la teologia tradizionale afferma senza esitare: Giuseppe esercitò una vera autorità paterna sul Verbo incarnato. Non fu un tutore onorario, non un accompagnatore. Fu il capo giuridico e morale della Sacra Famiglia, e Gesù gli fu sottomesso: «et erat subditus illis» (Lc 2, 51).

Ne discendono tre conseguenze per ogni padre cristiano:

  1. L’autorità paterna viene da Dio, non dal merito. Giuseppe non era superiore a Maria in grazia, né a Gesù in dignità: era superiore per ufficio. L’ufficio non si guadagna, si riceve — e si rende.
  2. L’autorità è ordinata alla custodia. Il titolo che la Chiesa gli dà è custos: custode. Comanda chi protegge; chi non protegge non comanda, usurpa.
  3. L’autorità si esercita nel silenzio del lavoro. Nazareth non produsse discorsi: produsse trent’anni di vita nascosta, un mestiere onesto, una casa in ordine.

I titoli della Chiesa

  • Sposo della Beata Vergine Maria — vero e legittimo matrimonio, verginale in entrambi gli sposi: il fondamento di ogni suo diritto sulla Sacra Famiglia.
  • Custode del Redentore — al quale diede il nome, il pane, il mestiere e la discendenza davidica legale.
  • Patrono della Chiesa universale — proclamato da Pio IX con il decreto Quemadmodum Deus dell’8 dicembre 1870, nell’anno in cui la Chiesa perdeva il potere temporale: chi aveva custodito il Capo fu dato a custodire il Corpo.
  • Modello dei lavoratori — Leone XIII, in Quamquam pluries (15 agosto 1889), lo propone agli operai contro la seduzione socialista: non un rivendicatore, un uomo che santifica la propria condizione.
  • Patrono della buona morte — perché spirò, secondo la costante tradizione, fra Gesù e Maria. Nessun uomo è morto meglio assistito.

Il suo nome entrò nel Canone della Messa il 13 novembre 1962. Fu l’ultimo nome aggiunto a quella preghiera in millecinquecento anni.

«Ite ad Ioseph»

Il Faraone rimandò a Giuseppe d’Egitto gli affamati: «Andate da Giuseppe» (Gn 41, 55). La Chiesa ha applicato la frase al Giuseppe del Nuovo Testamento, e santa Teresa d’Avila ne fece la regola di tutta la sua vita: non ricordava, scriveva, di avergli mai chiesto nulla che non le fosse stato concesso.

La devozione a san Giuseppe non è una devozione fra le altre per un padre di famiglia: è la devozione del suo stato. Chi ha ricevuto l’ufficio di custodire una casa va da chi quell’ufficio lo ha esercitato in modo unico nella storia.

Che cosa imita un padre oggi

  1. Obbedire subito a ciò che si è capito essere volontà di Dio, senza contrattare i tempi.
  2. Lavorare per la casa senza fare del lavoro il fine: il banco da falegname serve la Sacra Famiglia, non il contrario.
  3. Custodire, cioè conoscere i pericoli che minacciano i propri figli e alzarsi di notte per sottrarveli, come si fece in Egitto.
  4. Tacere quando la parola è inutile. Il Vangelo non gli attribuisce una sola frase e ne fa il più grande dei santi dopo la Madonna.
  5. Prepararsi a morire bene, e chiedergli ogni giorno quella grazia.

Per la devozione quotidiana

Le preghiere proprie di san Giuseppe — le Litanie approvate da san Pio X, il Sacro Manto dei trenta giorni, la preghiera Ad te, beate Ioseph di Leone XIII, il calendario liturgico delle sue feste — sono raccolte, insieme all’iconografia tradizionale, nel portale a lui dedicato:

consangiuseppe.it — Ad maiorem Dei gloriam et honorem Sancti Ioseph. Disponibile in italiano, portoghese, inglese, francese, spagnolo e tedesco.

Sancte Ioseph, Patrone Ecclesiae universalis, ora pro nobis.

Sancti Dei, orate pro nobis. — Santi di Dio, pregate per noi.

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