Vita di Preghiera
Gli Esercizi Spirituali e la vita di famiglia
Ad maiorem Dei gloriam
Il metodo di sant'Ignazio non è per i religiosi: l'esame particolare, l'elezione e le regole di discernimento sono strumenti di governo domestico, e un padre di famiglia ne ha più bisogno di un monaco.
Fonte: Sant'Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali (1548); Pio XI, enciclica «Mens Nostra» (1929)
In tempo di desolazione non fare mai mutazione, ma stare fermo e costante nei propositi in cui si trovava il giorno precedente.
C’è un pregiudizio da togliere di mezzo subito: che gli Esercizi Spirituali siano roba da religiosi, e che un uomo con quattro figli e un mutuo debba accontentarsi di una novena.
È il contrario. Sant’Ignazio scrisse gli Esercizi da laico, prima di essere sacerdote, per un uomo che deve decidere che cosa fare della propria vita. Pio XI, nell’enciclica Mens Nostra del 20 dicembre 1929, li raccomandò espressamente ai laici e agli operai, e nel 1922 aveva dichiarato sant’Ignazio patrono di tutti gli esercizi spirituali. Un padre di famiglia deve prendere decisioni irrevocabili per persone che non le hanno scelte: ha più bisogno di un metodo, non meno.
Che cosa sono, in due righe
Un corso ordinato di meditazioni, in silenzio, con un fine dichiarato: vincere se stesso e ordinare la propria vita senza determinarsi per nessun affetto disordinato. Quattro settimane — il peccato e la misericordia; il Regno e la vita di Cristo; la Passione; la Risurrezione — nella forma piena di trenta giorni, o in cinque-otto giorni nella forma predicata oggi.
Non un ritiro di riposo. Un esercizio, come dice il nome: si esce stanchi e con delle decisioni prese.
Quattro strumenti che si portano a casa
Non tutti possono partire ogni anno. Tutti possono usare gli strumenti.
1. Il Principio e Fondamento — scritto, non pensato
Gli Esercizi si aprono con una frase che stabilisce il fine: l’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore, e mediante questo salvare la propria anima.
Applicato a una casa: scrivere in una pagina per che cosa esiste questa famiglia. Non un elenco di valori — un fine, e le conseguenze pratiche. Chi non l’ha scritto scoprirà, rileggendo l’agenda dell’ultimo mese, di stare servendo un altro fine.
2. L’esame particolare — due minuti, un difetto solo
Non l’esame generale della sera, che tutti conoscono e quasi nessuno fa. L’esame particolare: si sceglie un solo difetto — l’ira con i figli, la lingua, la pigrizia mattutina — e lo si conta due volte al giorno, a mezzogiorno e la sera. Solo quello.
Ignazio faceva segnare i colpi su una riga di carta, per vederne il numero calare. È il più povero e il più efficace degli strumenti spirituali: misura invece di deplorare. Due minuti, e regge per anni.
3. L’elezione — per le decisioni che pesano sui figli
Cambiare lavoro. Cambiare scuola. Trasferirsi. Comprare casa. Ignazio dà un metodo perché queste cose non si decidano per stanchezza o per pressione:
- Porre l’oggetto della scelta con precisione, senza inclinare la formulazione.
- Chiedere di restare indifferenti finché non si è deciso — la parte più dura, e la sola che rende il resto valido.
- Elencare per iscritto vantaggi e svantaggi di ciascuna alternativa, rispetto al fine, non rispetto alla comodità.
- Decidere, e offrire la decisione chiedendone conferma.
Due controprove: che cosa consiglierei a un altro padre nella mia identica situazione? e che cosa vorrei aver deciso, in punto di morte?
4. Le regole di discernimento — la più utile di tutte
Ignazio distingue consolazione e desolazione: il tempo in cui tutto porta a Dio, e il tempo in cui tutto è arido, la preghiera pesa e tutto sembra inutile.
La regola V della prima settimana è la frase più pratica di tutta l’ascetica cristiana: in tempo di desolazione non fare mai mutazione. Non si abbandona il Rosario in famiglia nella settimana in cui non se ne sente nulla. Non si cambia scuola ai figli nel mese in cui si è esausti. Le decisioni si prendono in consolazione e si eseguono in desolazione, mai il contrario.
Un padre che impara solo questo ha già ricevuto il suo corso di Esercizi.
Il silenzio, che non è un dettaglio
Il metodo funziona per una ragione sola: si tace. Nessuna conversazione, nessuna lettura estranea, nessun apparecchio. Chi ha una casa piena sa quanto sia irreperibile quel bene.
Ed è la ragione per cui, prima o poi, bisogna partire davvero: cinque giorni in silenzio si possono avere una volta l’anno, e valgono un decennio di buoni propositi.
I corsi di Esercizi secondo il metodo di sant’Ignazio — distinti per uomini e per donne, predicati in Italia — sono qui:
Se non si può partire quest’anno
Si comincia dagli strumenti, in quest’ordine:
- Il Principio e Fondamento scritto, una pagina, una volta.
- L’esame particolare, un difetto, due volte al giorno.
- La regola V applicata alla regola di preghiera della casa: Il Rosario in famiglia — regola pratica.
- L’elezione, alla prima decisione che pesa su qualcun altro.
Ad maiorem Dei gloriam.